Pozzoleone, impianto di depurazione: concluso l'adeguamento del sistema di collettamento delle acque reflue
Grazie ai lavori da 550 mila euro sono stati risolti alcuni problemi e migliorata la rete fognaria
Si sono conclusi a Friola di Pozzoleone i lavori di adeguamento e potenziamento del sistema di collettamento delle acque reflue verso l’impianto di depurazione di Tezze sul Brenta. L’intervento, del valore complessivo di 550 mila euro, rientra nel programma di risanamento ambientale e di miglioramento della rete fognaria del territorio portato avanti da ETRA.
I lavori sono stati realizzati dalla R.T. composta da DARF S.r.l. Società Benefit di Torre del Greco (NA) e GEMIS S.r.l. di Palma Campania (NA), con l’obiettivo principale di risolvere le criticità idrauliche che interessavano l’abitato di Friola durante gli eventi di pioggia più intensi.
«Si tratta di un intervento molto importante - commenta Edoardo Tomasetto sindaco di Pozzoleone -, esso infatti risolve sul nostro territorio un problema che penalizzava da tempo una zona importante e contemporaneamente migliora la qualità dei nostri servizi. L’adeguamento del sistema di collettamento garantisce, inoltre, benefici significativi per l’ambiente e, considerate le problematiche che sempre più affliggono le nostre comunità, questo rappresenta un investimento concreto per il futuro».

La zona era infatti interessata da frequenti difficoltà di deflusso delle acque reflue. In occasione di precipitazioni significative, il collettore principale di acque miste proveniente dall’area del Marosticense poteva entrare in pressione, provocando rigurgiti nella rete fognaria nera e, in alcuni casi, la fuoriuscita di reflui dai manufatti stradali lungo via Chiesa Friola, con conseguenti allagamenti nelle aree residenziali situate a una quota più bassa rispetto alla strada.
Il problema era legato anche alla presenza, in alcuni punti della rete del Marosticense, di infiltrazioni di acque non destinate alla fognatura nera, che aumentavano i volumi da convogliare e mettevano sotto pressione il sistema, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso.
Per migliorare il funzionamento della rete è stata quindi realizzata la disconnessione della fognatura nera proveniente dalla parte sud di via Chiesa Friola dal collettore principale di acque miste. La portata proveniente dal sollevamento fognario di via Vallazza è stata deviata attraverso il prolungamento della condotta in pressione fino al manufatto di partenza della botte a sifone che si trova in destra idraulica del fiume Brenta.
Grazie a questa soluzione, le acque reflue provenienti dalle località di Scaldaferro e Belvedere non attraverseranno più il centro di Friola, alleggerendo il sistema esistente e riducendo il rischio di rigurgiti e allagamenti.
L’intervento ha inoltre permesso di collegare alla rete fognaria nera le utenze presenti in via Chiesa Friola a monte dell’incrocio con via Molina, che non erano ancora servite. È stata realizzata una nuova condotta a gravità collegata alla rete esistente, completando così il sistema di raccolta e convogliamento dei reflui verso la depurazione.
«Interventi come questo hanno un valore che va ben oltre la semplice realizzazione di nuove tubazioni – sottolinea il presidente di ETRA, Flavio Frasson –. Essi rendono più sicuro e affidabile il servizio fognario, prevengono situazioni di criticità per i cittadini e, soprattutto, proteggono l’ambiente. Investire nel risanamento delle reti e nel corretto trattamento delle acque reflue significa costruire infrastrutture più efficienti e resilienti e garantire una gestione responsabile delle risorse idriche per le comunità di oggi e di domani».
