ETRA al fianco delle utenze non domestiche: una consulenza tecnica per migliorare la gestione dei rifiuti
ETRA nella prima parte del 2026 ha avviato un’attività di rilevamento delle modalità di conferimento dei rifiuti per le Utenze Non Domestiche (UND) tuttora in corso. L’iniziativa coinvolge circa 3.000 utenze selezionate in 65 Comuni del territorio e segna un passo decisivo verso l'ottimizzazione della raccolta differenziata, la riduzione del rifiuto secco residuo e il conseguente raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Regionale Rifiuti 2030.
Il progetto ha introdotto un approccio tecnico basato sull'adeguatezza volumetrica delle dotazioni dei bidoni per la raccolta. L’obiettivo primario è stato quello di garantire che ogni utenza disponesse di contenitori proporzionati alle reali necessità di conferimento per ciascuna frazione di rifiuto, promuovendo così una gestione più equa della tariffazione e una maggiore sostenibilità ambientale.
Il successo dell’intervento è dovuto principalmente alla metodologia operativa strutturata che permette agli operatori in campo di effettuare i rilievi e validare le decisioni condivise con le utenze. La collaborazione attiva delle aziende, ha trasformato un'attività di rilevamento in una consulenza tecnica sul campo, migliorando sensibilmente l'ingaggio e la comprensione delle regole di separazione dei rifiuti.
«Un controllo personalizzato - evidenzia Flavio Frasson presidente del Cda della multiutility - può aiutare a ottimizzare la gestione dei rifiuti e, di conseguenza, la propria tariffa, grazie al supporto tecnico di ETRA. Invitiamo, dunque, le utenze non domestiche non coinvolte in questa prima fase a verificare la correttezza dei propri conferimenti e a valutare l'adeguatezza delle proprie dotazioni di contenitori».
Il modello validato da ETRA — con il supporto economico alla riprogettazione del servizio garantito da CONAI — dimostra che un approccio basato sul confronto diretto e sull’analisi dei dati, è la chiave per una gestione ottimizzata del rifiuto. Questa esperienza traccia una linea guida chiara e replicabile, ponendo le basi per un servizio di igiene urbana sempre più orientato all’efficienza operativa e alla tutela dell'ambiente.
L'analisi dei dati raccolti fino ad oggi evidenzia un impatto quantitativo di rilievo e conferma che il costo del bidone del secco è maggiore rispetto al costo degli altri e che spesso le dotazioni sono retaggio di scelte (superate) del passato.
La razionalizzazione delle dotazioni ha permesso una contrazione drastica del rifiuto secco residuo, con una riduzione totale di oltre 22,5 milioni di litri annui. Tale decremento è il risultato combinato dell'eliminazione di contenitori eccedenti e della conversione verso frazioni riciclabili.
Contestualmente, le frazioni differenziate hanno registrato un saldo complessivo positivo di oltre 2 milioni di litri annui confermando l'efficacia del potenziamento del servizio di recupero.
Le aziende che ancora non fossero state contattate e desiderassero rivedere la dotazione possono scrivere a info@etraspa.it per una verifica sull'adeguatezza volumetrica delle dotazioni dei bidoni per la raccolta.