Wastereduce: insieme per una migliore gestione dei rifiuti nelle aree Natura 2000
Grazie a un progetto europeo ETRA è tra i protagonisti di questa iniziativa Interreg Italia - Croazia a tutela di ampi territori lungo il Brenta
La riduzione della produzione di rifiuti è una delle condizioni fondamentali per perseguire uno sviluppo sostenibile. Questo assunto, per non rimanere solo un bel principio, ha bisogno di progetti concreti che incidano sui territori. E’ quanto si propone Wastereduce, un progetto Interreg Italia-Croazia finanziata dall'UE della durata di 30 mesi che mira a ridurre l'impatto dei rifiuti nelle aree protette e Natura 2000 e che può contare su un finanziamento europeo di € 1.657.742,23.
Martedì 14 gennaio, nelle sale del Comune di Carmignano, si è tenuto il secondo partner meeting del progetto con la partecipazione dei rappresentanti delle diverse realtà coinvolte: ETRA, Istituto di Agricoltura e Turismo di Parenzo (IPTPO), Università degli Studi di Trieste, ARPAV, ETIFOR | Valuing Nature, Spin Off dell’Università di Padova e B Corp Certificata Srl Società Benefit, SUNCE, Natura Histrica, Regione Istriana, Natura Jadera (partner associato). Si tratta di partner pubblici e privati che impiegando un approccio integrato a quattro livelli (monitoraggio, prevenzione, riduzione e mitigazione) affrontano la problematica, testando soluzioni innovative nelle aree pilota. L'obiettivo è migliorare la gestione dei rifiuti, promuovendo la cooperazione transfrontaliera e la partecipazione degli stakeholder, con un impegno in particolare sulla sensibilizzazione pubblica e la condivisione delle buone pratiche per una gestione sostenibile a lungo termine.

"Nel contrasto all'abbandono dei rifiuti lungo i corsi fluviali, in particolare nelle aree protette, focus del progetto WasteReduce, e nella prevenzione dell'arrivo di tali rifiuti al mare, è fondamentale - evidenzia Stefania Tesser dell’Osservatorio Regionale Rifiuti di ARPAV il coinvolgimento dei diversi soggetti che a vario ruolo si devono occupare della tutela dei corsi d'acqua e della pulizia del territorio. Ruolo dell'Agenzia in questo progetto sarà quello di facilitare condivisioni e sinergia verso il comune obiettivo e capire quali strumenti a disposizione della normativa regionale e nazionale di settore possono risultare efficaci".
«Italia e Croazia - spiega Barbara Sladonja dell’Istituto per l’Agricoltura e il Turismo di Parenzo, coordinatrice del progetto - condividono il Mare Adriatico, ma anche le sfide come l'inquinamento. A causa del crescente numero di visitatori, i rifiuti si accumulano in modo incontrollato sulla terraferma nelle aree protette e Natura 2000, e ciò porta all'inquinamento ambientale di queste aree. Inoltre, i rifiuti (ad esempio quelli trasportati dai fiumi e causati dal turismo costiero) spesso finiscono nel Mare Adriatico e minacciano l'ambiente acquatico. Questo problema è uno dei più significativi problemi ambientali con effetto transfrontaliero e c'è bisogno di una gestione congiunta dei rifiuti. Le azioni per ridurre i rifiuti nell'area condivisa del Mare Adriatico devono essere coordinate oltre i confini per evitare approcci unilaterali che non sono efficienti. Wastereduce è il primo progetto Interreg Italo-Croato a supportare le politiche e le pratiche di protezione ambientale dell'UE e locali relative alla gestione dei rifiuti nelle aree protette e Natura 2000».

Il meeting di Carmignano ha evidenziato come il progetto stia procedendo secondo le tappe prestabilite. Nel lavoro svolto fino ad ora sono state, tra le altre cose, identificate le aree interessate dal progetto, lungo il Brenta e coinvolti i relativi comuni di Carmignano, Fontaniva e Grantorto, avviato il processo per la dotazione di due telecamere da usare nelle aree pilota. Nei prossimi mesi ci sarà l’installazione delle telecamere e i corsi di formazione per utilizzarle. Saranno inoltre promossi incontri informativi con la popolazione e le associazioni locali e l’organizzazione di giornate ecologiche con le scuole.
«Il progetto - precisa Flavio Frasson, presidente di ETRA -, che nella sua parte italiana, si concentra nei Comuni padovani toccati dal Parco Fiume Brenta (in questo ETRA continua la strada tracciata dal progetto LIFE Brenta 2030 e dall’intesa After-LIFE nata per continuare a salvaguardare l’area Natura 2000 del Brenta), prevede un nuovo approccio integrato, partecipativo e olistico e individua quattro livelli di azione: monitorare la quantità e la tipologia di rifiuti presenti nelle aree pilota; sensibilizzare i cittadini e i turisti sui danni causati dai rifiuti e promuovere comportamenti responsabili; implementare strategie per diminuire la produzione di rifiuti e favorire il riciclo e il riuso; bonificare le aree già inquinate dai rifiuti. Il lavoro che stiamo realizzando con i partner croati è la dimostrazione di come sia necessario fare rete per affrontare a più livelli queste problematiche che sono decisive per il futuro che lasceremo ai nostri figli».