22 settembre: Giornata mondiale dei fiumi
Il presidente Frasson: «L’acqua, un bene prezioso da tutelare. Il nostro impegno per il Brenta è il simbolo di questa priorità».
La quarta domenica di settembre di ogni anno si celebra, da sedici anni, il “World Rivers Day”, la Giornata Mondiale dei Fiumi, istituita da Mark Angelo l’ambientalista fluviale canadese di fama internazionale. Scopo della Giornata è sensibilizzare l’opinione pubblica e incoraggiare una migliore gestione dei corsi d’acqua in tutto il mondo. E per avere conferma di quanto ce ne sia bisogno, basta seguire la cronaca di questi giorni per accorgersi da un lato dell’importanza dei fiumi e al tempo stesso della loro grande fragilità.
Il territorio servito da ETRA è profondamente legato ai fiumi, a uno in particolare, il Brenta, corso d’acqua che in qualche modo plasma anche l’identità delle relative comunità. I Comuni soci della multiutility, infatti, insistono nel bacino idrografico di questo fiume la cui salute condiziona in modo profondo quella dei rispettivi Comuni. Da qui anche la cura che, soprattutto negli ultimi anni, ETRA e le Amministrazioni comunali socie stanno dedicando al Brenta. Dal 2019 al 2024 l’impegno si è concentrato in particolare sul progetto “Life Brenta 2030”, progetto co-finanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea con il coinvolgimento di ETRA, ente capofila, l’Università di Padova, il Consiglio di Bacino Brenta, Etifor, AVISP (ex Veneto Agricoltura), il Comune di Carmignano di Brenta e Veneto Acque.
Tra i risultati raggiunti il progetto ha visto 9.500 nuove piantine forestali piantumate, 11,5 ettari di bosco planiziale riqualificati e ripristinati, 9 nuove aree umide create nell’area del Medio Brenta, 85 tonnellate di rifiuti raccolti con il Servizio di sorveglianza ambientale, 8mila studenti dei Comuni rivieraschi coinvolti in interventi di educazione sull’acqua e sulla biodiversità. I risultati del Progetto LIFE Brenta 2030 si sono rivelati, alla fine, oltre le aspettative stimolando l’impegno di ETRA verso un futuro Climate Positive e avviando insieme agli altri partner il Piano After-Life: quattro nuovi progetti per la salvaguardia dell’area del fiume Brenta per gli anni futuri.
D’altra parte c’è la consapevolezza negli amministratori dei Comuni e in ETRA che i fiumi con la loro acqua costituiscono un patrimonio fondamentale da custodire con determinazione perché ne va del nostro futuro. Ogni anno ETRA eroga ai cittadini dei 69 Comuni soci 35 milioni di metri cubi di acqua potabile, qualcosa come tre volte il Lago di Levico e un quarto del Lago di Caldonazzo. Quest’acqua serve circa 1 milione di cittadini tra le province di Padova, Venezia e Rovigo. «In questi ultimi anni - osserva il presidente di ETRA Flavio Frasson - la siccità ha messo più volte sotto stress il nostro fiume. A questo si aggiunge l’impatto delle diverse attività dell'uomo. I segnali che arrivano ci dicono in modo evidente che dobbiamo avere più cura dei fiumi e del patrimonio idrico che rappresentano. E’ una risorsa fondamentale e non sostituibile. Come multiutility cerchiamo ogni giorno di fare la nostra parte, attraverso progetti specifici quali Life Brenta 2030 destinando anche importanti investimenti proprio al servizio idrico integrato. Solo nel 2023 sono stati quasi 63 milioni di euro contro i quasi 52 milioni dell’anno precedente». ETRA poi è impegnata a ridurre la perdita di acqua dalle condotte potenziando e migliorando continuamente la rete idrica che è lunga più di 5.400 km.
Continua dunque l’azione per tutelare la risorsa idrica e per garantire ai cittadini un’acqua di ottima qualità e un servizio equo e sostenibile. «E’ il modo più serio per festeggiare questa giornata dedicata ai fiumi» conclude Frasson.