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Comunicati stampa

Ecopiazzole a Bassano del Grappa: polemica che non c’entra con la scelta tecnica

In questi ultimi giorni di campagna elettorale le cronache bassanesi hanno dovuto occuparsi di ecopiazzole e in particolare di quella che, in base a una convenzione tra Comune di Bassano ed ETRA SpA Società benefit, dovrebbe essere realizzata nel quartiere di San Vito nell’area di sgambamento a ridosso di via Cogo. Contro questa ipotesi si è scagliato il presidente del Comitato di Quartiere di San Vito Stefano Monegato, nel corso di un servizio televisivo, con affermazioni non corrette che screditano in particolare il lavoro della multiutility, senza che fosse, peraltro, data a questa la possibilità di replica, possibilità che, forse vale la pena ricordarlo, rientra nelle regole basilari del giornalismo.

 

La cronistoria del progetto ecopiazzole

Il progetto di realizzare tre ecopiazzole a Bassano (Q.re Rondò Brenta, Quartiere XXV Aprile e Quartiere San Vito) era stato approvato ancora nel 2015 dall’allora Amministrazione Comunale. Questa scelta aveva trovato, peraltro, conferma dall’attuale Amministrazione che aveva stipulato in data 01/03/2024, su proposta degli assessori competenti, due convenzioni con ETRA SpA Società benefit che prevedeva la concessione gratuita per 15 anni alla Società benefit di due porzioni di territorio comunale per l’installazione di nuove ecopiazzole intelligenti  in via Cogo a San Vito e nel Quartiere XXV aprile. L’ecopiazzola prevede press container innovativi che  garantiranno a tutta la cittadinanza un servizio di conferimento dei rifiuti più agevole e complementare alla raccolta porta a porta, attivi tutti i giorni 24 ore su 24 e accessibili agli utenti tramite Ecocard. 

Poi, poco più tardi, con delibera di Giunta comunale n.108 del 14/03/2024 il Comune di Bassano aveva approvato il progetto definitivo per la realizzazione delle due ecopiazzole, senza obiezioni da parte di nessuno. Invece, contro questa decisione il 21 maggio scorso è stato presentato ricorso al Tar contro il Comune di Bassano del Grappa e contro ETRA.

 

La reazione di ETRA

La multiutility esprime sorpresa per la vicenda e per come è stata fino ad ora affrontata. “La nostra società - ci tiene a precisare Flavio Frasson, presidente del Cda - ha pianificato questi lavori con l’obiettivo chiaro e dichiarato di migliorare il servizio alla cittadinanza, riuscendo a predisporre un progetto che pesa solo in minima parte sulle attuali bollette, essendo finanziato quasi per intero dal Pnrr. Questa è, per chi è chiamato a fare gli interessi della collettività, una opportunità da non perdere, anche perchè non sarà facile che si ripresenti in termini così favorevoli per il Comune”.

Nel ricostruire la vicenda dagli uffici di ETRA si osserva che prima dell’approvazione non c’erano state contestazioni o osservazioni quando l’assessore competente aveva presentato in Giunta il progetto. Si precisa inoltre che in data 22 aprile un tecnico di ETRA era stato invitato, dagli Assessori competenti, presso la sede del Comitato di Quartiere per presentare il progetto al Consiglio direttivo. Non ci si spiega, peraltro, come mai il Comitato abbia atteso tutto questo tempo prima di organizzare degli incontri informativi con la popolazione, visto che i tecnici ETRA si erano, già da tempo, detti disponibili in tal senso. La lettera infatti del Comitato di Quartiere ad ETRA per chiedere un incontro informativo è addirittura del 27 maggio scorso, sei giorni dopo la presentazione del ricorso. Il Comitato era conoscenza di questo ricorso? 

“Dispiace - concludono ad ETRA - perché alla fine chi ci rimette siano i cittadini e la comunità locale che rischia di perdere una grande opportunità e questo solo per logiche che non hanno nulla a che fare con il servizio in sé. Va, peraltro, precisato che queste ecopiazzole sono pensate proprio per centri ad alta densità abitativa, per facilitare il conferimento dei rifiuti. Il portarle fuori dai centri abitati significherà maggiore disagio per raggiungerle. Nel caso in cui, peraltro, si dovesse rifare il progetto questo comporterà, a parte l’allungamento dei tempi, l’aumento dei costi complessivi e soprattutto il rischio della perdita del contributo del Pnrr”.