Vigonza: Presentato da ETRA il PSA (Piano di Sicurezza dell'Acqua)
“Il nostro è un territorio ricco d’acqua potabile, di ottima qualità, costantemente controllata e a chilometro zero. A garanzia di tutto questo c’è il Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA)”. E’ il messaggio che arriva da Vigonza dove lo scorso mese è stato presentato il PSA recentemente approvato (Piano di Sicurezza dell’Acqua) dell’area appartenente al Presidio Territoriale di Vigonza che comprende i Comuni di Resana, Piombino Dese, Trebaseleghe, Loreggia, Santa Giustina in Colle, Camposampiero, Massanzago, Borgoricco, San Giorgio delle Pertiche, Curtarolo, Villanova di Camposampiero, Campodarsego, Vigodarzere, Cadoneghe, Vigonza, Noventa Padovana, Saonara.
«Il PSA - spiega Flavio Frasson, presidente di ETRA - è, infatti, un sistema di gestione del rischio, voluto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), introdotto in Italia nel 2017 con termine finale per la redazione ed approvazione il 2029, che mira a garantire la qualità e la sicurezza dell'acqua potabile dalla sorgente al rubinetto. Quello presentato nel corso dell’appuntamento promosso da ETRA con la collaborazione di ARPAV, Ulss 6 e 2 ed il Consiglio di Bacino Brenta alla presenza dei rappresentanti dei 17 comuni dell’area interessata, costituisce uno strumento importante che conferma l'impegno di ETRA di distribuire acqua sicura e controllata nei propri comuni».
Il Piano di Sicurezza si basa sulla valutazione e sulla gestione dei rischi potenziali lungo l'intera filiera idrica ed è frutto di un tavolo di lavoro multidisciplinare che ha visto collaborare, con il prezioso contributo degli Enti di Controllo, la Progettazione, la Gestione delle reti e degli impianti, il Laboratorio, sotto la supervisione del Team Leader ing. Alberto Liberatore, Dirigente Area Servizio Idrico Integrato. Questo strumento consente di passare da un approccio retroattivo (basato su controlli post-evento) a uno predittivo: il Piano individua, infatti, le aree di intervento con maggiore criticità e, per ognuna di esse, definisce le misure gestionali o infrastrutturali da attuare per la mitigazione del rischio e le priorità.
L’area considerata per il PSA presentato a Vigonza ha come fonti di approvvigionamento più di venti pozzi artesiani, localizzati nella fascia delle risorgive della pianura veneta. L’intera area è stata considerata dal gestore come un’unica zona di fornitura omogenea con un sistema di distribuzione distrettualizzato così da permettere una gestione ottimale delle pressioni e un controllo puntuale del livello di perdita.
«L’adozione di un metodo standardizzato di valutazione del rischio - osserva Gianmaria Boscaro sindaco di Vigonza e presidente del Consiglio di Bacino Brenta -, costruito con gli altri gestori del servizio idrico operanti in Veneto e presentato all’Istituto Superiore di Sanità e agli enti di controllo, applicato ad ogni territorio rende l’analisi molto affidabile.
In particolare, l’analisi si concentra sulle aree di salvaguardia a protezione delle fonti, sugli impianti e sulle reti: un presidio stabile che Il Consiglio di Bacino ha predisposto proprio per garantire il mantenimento dell'ottima qualità dell'acqua che arriva nelle case dei cittadini».
Il PSA prevede al proprio interno un piano di monitoraggio analitico e operativo con monitoraggi periodici con frequenza settimanale, mensile, annuale attraverso campioni dell’acqua delle fonti, degli impianti ed in rete oltre alla compilazione di checklist di verifica da parte del personale della Gestione. Nel 2024 sono stati eseguiti 2.522 campioni per un totale di 90.000 parametri. Il piano controlli è definito dal team PSA sulla base della valutazione del rischio. Esso è continuamente aggiornato e revisionato almeno una volta l’anno. Questo piano di controlli è condiviso con le ULSS del territorio che pure verificano la qualità dell’acqua erogata.
Il PSA prevede inoltre anche un Piano delle emergenze per far fronte ai rischi e assicurare la continuità del servizio in caso di siccità, calamità naturali e mancanza di corrente elettrica, non conformità analitiche e/o inquinamenti, atti vandalici.
Accanto a questo c’è, infine, anche un Piano di miglioramento per mitigare i rischi. Questo verrà realizzato, in particolare, attraverso la costruzione di una centrale a Piombino Dese per aumentare la resilienza idrica in caso di siccità, l’acquisizione, ove necessario, le Zone di Tutela Assoluta per assicurare adeguata protezione ed essere conformi alla normativa, l’implementazione di reti di protezione dinamica nelle aree di salvaguardia per tenere sotto controllo le fonti di pressione, l'incremento di sonde in rete per creare un modello di qualità dell’acqua, la posa allacci specifici per assicurare la fornitura alle utenze più sensibili (ospedali, RSA), l’attuazione un piano della comunicazione.