Progetto WASTEREDUCE: 10 Comuni sottoscrivono la convenzione per tutelare il Brenta dall’abbandono dei rifiuti

Dieci comuni padovani uniti per un obiettivo condiviso: tutelare il fiume Brenta e le aree protette che lo circondano contrastando l’abbandono dei rifiuti attraverso azioni concrete, partecipate e coordinate. È questo il cuore del progetto WASTEREDUCE, che ha visto oggi lunedì 21 luglio il raggiungimento di un’altra importante tappa: la firma di un accordo di collaborazione da parte dei Comuni coinvolti e di ETRA S.p.A. – Società benefit per la realizzazione di azioni condivise per prevenire, ridurre e contrastare l’abbandono dei rifiuti nelle aree fluviali e nei siti Natura 2000, migliorando la gestione dei rifiuti e promuovendo buone pratiche ambientali a livello locale. La sottoscrizione è avvenuta nella sala consiliare di Carmignano di Brenta alla presenza dei rappresentanti dei Comuni di Campo San Martino, Carmignano di Brenta, Cittadella, Curtarolo, Fontaniva, Grantorto, Limena, Piazzola sul Brenta, San Giorgio in Bosco, Vigodarzere.
WASTEREDUCE è un progetto europeo finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia, al quale partecipano anche i partner italiani ARPAV, Etifor | Valuing Nature e Università di Trieste, con la supervisione dei due Consigli di Bacino Brenta (per i rifiuti e per il servizio idrico) e mira a ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti attraverso un approccio integrato, partecipativo e paesaggistico.
«Per la gestione di tale sito, - spiega Gianmaria Boscaro sindaco di Vigonza e nuovo presidente del Consiglio di Bacino Brenta per il servizio idrico integrato e Soggetto Gestore del sito Natura 2000 “Grave e zone umide del Brenta” - raccolgo l'esito di un percorso partecipativo promosso da un altro progetto LIFE (LIFE Brenta 2030 di cui il Consiglio di Bacino Brenta è stato partner insieme ad ETRA capofila). La Regione Veneto infatti con DGR n. 965 del 31 luglio 2023 ha ufficialmente individuato il Consiglio di Bacino Brenta come soggetto gestore del sito Natura 2000 del Medio Brenta.
La scelta innovativa sul panorama regionale e nazionale rafforza l’integrazione tra servizio idrico e servizi ecosistemici e, come rappresentato nell’interessante laboratorio di oggi, introduce azioni integrate anche per la gestione rifiuti. Coinvolgendo una ad una le amministrazioni interessate chiamate a sottoscrivere un accordo di un anno, si pongono le basi per un approccio strutturato per tutto il sito del Medio Brenta. E’ in questa veste e con questi obiettivi che oggi in qualità di Presidente del Consiglio di Bacino Brenta ho partecipato alle attività e condiviso il percorso finora svolto che “eredito” e faccio mio in una logica di sempre crescente sinergia per tutelare le risorse dell’ambente e la biodiversità del nostro territorio».
Il progetto si basa sulla cooperazione transfrontaliera e la partecipazione degli stakeholder con un impegno particolare rivolto alla sensibilizzazione pubblica e alla condivisione delle buone pratiche per una gestione sostenibile a lungo termine. In tale prospettiva è rilevante proprio il ruolo dei comuni padovani che insistono lungo il Brenta coinvolti nel progetto che hanno sottoscritto la convenzione, diventando così parte attiva nella definizione di strategie efficaci per la lotta all'abbandono dei rifiuti. «Il turismo domenicale è molto cresciuto negli ultimi anni - sottolineano all’unisono i sindaci convenuti per la firma della convenzione - tanto da diventare un vero e proprio fenomeno di massa. La ricaduta sui nostri fiumi, in particolare il Brenta è spesso pesante per la quantità di rifiuti che vengono abbandonati. Tale convenzione è importante perché evidenzia come la salvaguardia dei nostri ambienti sia possibile solo se fatta insieme, a livello di rete di soggetti diversi. La condivisione di questi obiettivi poi in un’ottica europea ne evidenzia la valenza strategica».
L’accordo prevede una serie di azioni concrete da parte dei Comuni, tra cui:
- organizzazione di giornate ecologiche e attività di pulizia del territorio;
- iniziative di educazione ambientale rivolte a scuole e cittadini;
- mappatura delle aree soggette ad abbandono rifiuti;
- diffusione di buone pratiche e coinvolgimento delle associazioni locali;
- partecipazione attiva a workshop e tavoli tecnici per lo sviluppo di strategie condivise.
«Il progetto Wastereduce e questo accordo - sottolinea Stefania Tesser di Arpa Veneto partner del progetto - rappresentano degli strumenti di sinergia tra gii enti che sono fondamentali per l'attuazione, non solo di misure di tutela del Brenta, ma anche di attuazione della Legge Salvamare e delle azioni previste dal Piano Regionale Rifiuti. L'implementazione di buone pratiche lungo i corsi dei fiumi nell'entroterra, oltre a garantire la tutela degli stessi e degli ecosistemi ad essi connessi, a cascata rappresenta una misura di protezione dell'ambiente marino». Fiumi e mari rientrano infatti, insieme alle altre matrici ambientali, negli ambiti in cui ARPAV fornisce il supporto tecnico scientifico, oltre che nel monitoraggio anche con l'obiettivo di facilitare sinergie nel territorio verso obiettivi comuni».
«Abbiamo scelto di aderire al progetto - spiega Linda Barci di Etifor - per proseguire il percorso avviato con LIFE Brenta 2030, primo passo concreto verso il rinnovamento della governance dell’area del Medio Brenta. La sottoscrizione di questo accordo rappresenta un momento significativo per promuovere una visione strategica e di lungo periodo nella gestione dei rifiuti sul territorio. Etifor ha contribuito attivamente allo sviluppo di una strategia fondata sull’equilibrio tra prevenzione, monitoraggio e meccanismi incentivanti. Durante l’incontro, il confronto con rappresentanti delle amministrazioni e delle associazioni locali si è rivelato essenziale per trasformare le linee guida in azioni concrete».
«Questo ulteriore momento del progetto Wastereduce iniziato oramai più di un anno fa - conclude Flavio Frasson presidente di ETRA - evidenzia da un lato l’impegno strategico della nostra società a favore della sostenibilità e dall’altro la consapevolezza che certi fenomeni e alcune problematiche vanno affrontate in una prospettiva ampia che incrocia anche Paesi diversi. La relazione con la Croazia, da questo punto di vista, è molto significativa. Ringrazio il Consiglio di Bacino Brenta e i Comuni sottoscrittori della convenzione per la piena e convinta adesione che hanno espresso fin da subito a questo progetto anche per le ricadute concrete che esso avrà sui nostri territori». La firma dell’accordo è stata preceduta da un workshop tecnico-operativo, che ha visto i partner del progetto confrontarsi sull’avanzamento delle attività e sulla pianificazione delle prossime azioni comuni. L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato nel 2023 e che si concluderà nel 2026, con l’obiettivo di rendere strutturale una nuova cultura della gestione dei rifiuti nei contesti naturali.