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Comunicati stampa

PROGETTO LIFE BRENTA 2030: GRANDE SODDISFAZIONE PER I RISULTATI DI 5 ANNI DI LAVORO

Etifor Life Brenta

Dopo quattro anni di lavoro sinergico il Progetto LIFE Brenta 2030 ha avuto ieri, giovedì 9 maggio, a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta un appuntamento molto significativo con la presentazione dei risultati più rilevanti raggiunti fino a questo momento arricchiti da dibattiti e attività partecipative sull’evoluzione del ruolo dei gestori dell’idrico in Italia.

Occasione d’eccezione l’evento “Il governo dell’acqua in un clima che cambia: evoluzione del servizio idrico tra protezione delle fonti, decarbonizzazione, riuso e soluzioni basate sulla natura” promosso da ETRA ed Etifor e organizzato dalla Fondazione G.E. Ghirardi ONLUS.

Ai circa 200 partecipanti, tra i quali rappresentanti delle autorità d’ambito (ATO), dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, utilities del territorio nazionale, amministrazioni pubbliche, enti, fondazioni, studenti, ricercatori e decision maker, è stato offerto un panorama del servizio idrico del futuro tra trend, policy e scenari; ospiti delle sessioni di gruppo alcuni casi di successo italiani che sono stati in grado di adottare soluzioni innovative per proteggere la risorsa in tutto il suo ciclo.

“Il LIFE Brenta 2030 ha lavorato sin dall’inizio in partnership con gli enti locali - dichiara il Presidente del Bacino Brenta - proponendo una visione innovativa fatta di gestione integrata di acqua e biodiversità e interventi multifunzionali e in grado di moltiplicare i benefici e parità di costo. Fiore all’occhiello è il miglioramento della governance dell’area protetta del Medio Brenta, con un percorso istituzionale che ha condotto a una visione condivisa e a identificare un gestore locale per l’area. Il nuovo modello di governance ha portato, infatti, attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti locali (15 comuni rivieraschi) i partner di progetto e la Regione Veneto, all’individuazione del Consiglio di Bacino Brenta come nuovo gestore del sito Natura 2000 che ora garantisce una gestione strategica, integrata ed efficace delle risorse e del territorio del Medio Brenta”.

La nuova governance ha consentito di definire e introdurre la voce tariffaria relativa ai “costi ambientali e della risorsa” (ERC) in applicazione alla Direttiva Quadro sulle Acque e al DM 39/2015, un cambiamento politico, culturale e tecnico che passa dalla revisione delle voci tariffarie per arrivare alla consapevolezza da parte dei cittadini. È il primo caso a livello nazionale e rappresenta un esempio apripista per altri bacini interessati allo sviluppo di tale meccanismo. 

Co-finanziato con un totale di circa 2,6 milioni di euro dal fondo per l’ambiente LIFE della Commissione Europea, il progetto coinvolge il territorio del Sito Natura 2000 “Grave e Zone Umide della Brenta” che comprende il tratto fluviale che collega Bassano del Grappa a Padova e ha ottenuto in questi anni risultati eccezionali lavorando sulla sinergia tra la gestione del servizio idrico integrato e la conservazione della biodiversità. 

“In questi anni sono stati realizzati lavori di ripristino ambientale e piantumazione nei 4 siti di intervento (Carmignano di Brenta, Cartigliano, Nove e Tezze sul Brenta) con la creazione di nuovi habitat. Questi interventi hanno incluso l’impianto di circa 55 mila specie arboree, arbustive ed erbacee. Sono stati riqualificati e ripristinati 11,5 ettari di bosco planiziale e migliorati 14,3 ettari di prati umidi, aridi e magri. Inoltre, è stato ripristinato 1 km di siepi e create 9 nuove aree umide” - afferma Alessandro Leonardi, Amministratore Delegato di Etifor | Valuing Nature, spin-off dell’Università di Padova e B Corp. 

Con il LIFE Brenta 2030, ETRA ha avviato, per l’asta fluviale del Medio Brenta, un servizio di sorveglianza, monitoraggio ambientale e raccolta rifiuti specifico (85 tonnellate raccolte), un esempio qualificante di come il coordinamento tra i Comuni rivieraschi, possa tradursi in una migliore gestione, più efficiente e sicura, di un patrimonio comune. 

Un ambito che ha registrato un impegno particolare è quello dell’educazione ambientale realizzata a cura di ETRA Academy. Sono state realizzate campagne di sensibilizzazione che hanno coinvolto attraverso circa 500 interventi nelle scuole, 8mila studenti. Sono stati proposti 6 seminari nelle università e realizzate 29 giornate ecologiche. 

Il LIFE Brenta 2030 - grazie al lavoro di ETRA, Etifor, Consiglio di Bacino Brenta, Comune di Carmignano di Brenta, Veneto Acque, Università degli Studi di Padova e Veneto Agricoltura - ha svolto azioni di monitoraggio della biodiversità e della risorsa idrica, andando ad ampliare la rete di monitoraggio esistente intorno ai pozzi di Camazzole. Per il monitoraggio di habitat e specie è stato adottato un approccio integrato che ha previsto numerosi rilievi in campo su diversi gruppi tassonomici. Per quanto riguarda la risorsa idrica sono state migliorate le conoscenze sul sistema grazie all’implementazione di due specifici monitoraggi: uno quantitativo e uno qualitativo. 

“Ma il progetto LIFE Brenta 2030 non finisce. Il percorso futuro è infatti già delineato dal Piano After - LIFE sottoscritto da tutti i partner del LIFE Brenta 2030 -  conclude con grande soddisfazione il Presidente del Consiglio di Amministrazione di ETRA - rendendolo un esempio di buona pratica replicabile a livello nazionale ”.

I dettagli del percorso fino a qui realizzato e i risultati conseguiti possono essere approfonditi sul portale www.parcofiumebrenta.it.