Giornata Mondiale dell'Acqua: dalla crisi globale all'impegno concreto di ETRA per qualità e sicurezza
La multiutility distribuisce ogni anno 35 milioni di m3 di acqua potabile e mette in campo risposte qualificate per proteggere la risorsa idrica
Domenica 22 marzo è la Giornata mondiale dell’acqua. L’appuntamento, istituito dalle Nazioni Unite nel 1992, durante la Conferenza di Rio, per sensibilizzare sull'importanza vitale dell'acqua dolce e la crescente crisi idrica, non è pensato per fare festa, anche perché non c’è nulla da festeggiare, anzi.
Obiettivo della Giornata dedicata alla risorsa idrica fondamentale per la vita è far crescere la consapevolezza della gravissima condizione idrica in cui ci troviamo. Il pianeta Terra è, infatti, entrato in “Bancarotta Idrica”. Tra gli esperti non si parla, infatti, più solo di "crisi" temporanea, ma di una carenza permanente (bancarotta) dove i sistemi idrici non possono più tornare ai livelli storici. Da questo punto di vista i dati sulle risorse idriche sono sconfortanti: in molte regioni del pianeta le falde acquifere e i fiumi si stanno esaurendo a un ritmo superiore a quello di ricarica naturale, con danni irreversibili.
Oltre il 70% delle principali falde acquifere mondiali è in declino e più della metà dei grandi laghi del pianeta dal 1990 evidenziano un costante calo delle riserve d’acqua. Dal 1970, la massa glaciale globale è diminuita di oltre il 30%. Quasi tre quarti della popolazione mondiale vive in paesi classificati come water-insecure (insicurezza idrica) o criticamente water-insecure e circa 4 miliardi di persone affrontano una grave scarsità d'acqua per almeno un mese all'anno. Ancora, 2,2 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile gestita in modo sicuro nella propria abitazione.
In questo quadro molto preoccupante ETRA e i Comuni soci, consapevoli dell’importanza fondamentale di quella che non a caso viene chiamata “oro blu”, sono impegnati a garantire alle comunità locali un’acqua ottima e sicura in modo costante, consapevoli che occorre custodire questa risorsa e, assolutamente, ridurne lo spreco.
Uno degli strumenti fondamentali che ETRA ha sviluppato in questo ambito è il Piano di Sicurezza delle Acque (PSA), un sistema di gestione del rischio introdotto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il PSA deve assicurare la qualità e la sicurezza dell'acqua potabile "dalla fonte al rubinetto". Il Piano si basa sulla valutazione e gestione dei rischi lungo tutta la filiera idrica e prevede al proprio interno misure di controllo e mitigazione del rischio. Tale strumento definisce un piano finalizzato alla prevenzione di eventuali criticità, migliorando con misure gestionali e infrastrutturali le modalità di intervento. Il PSA prevede inoltre anche un Piano delle emergenze per far fronte ai rischi non mitigabili e assicurare la continuità del servizio.
La rete acquedottistica gestita dalla multiutility raggiungeva, a fine 2025, su 68 Comuni, un’estensione di oltre 5.400 km, mentre quella di fognatura è di 2.680 km. Un impegno particolarmente qualificante su tale versante è il miglioramento di queste reti L'investimento in condotte fognarie e condotte di acquedotto registrato per il 2025 è stato di 44,9 milioni di euro.
Sul territorio ETRA gestisce, tra serbatoi, impianti di sollevamento e potabilizzazione, depuratori e fosse Imhoff oltre 400 nodi infrastrutturali. In tale quadro ampio e complesso un punto fondamentale è svolto dal controllo di processo, cioè l'insieme di strumenti in linea che permettono ai tecnici gestori degli impianti di avere in tempo reale informazioni sul corretto funzionamento degli impianti e su alcuni dei parametri qualitativi di acqua potabile e reflui. A questo si aggiungono le analisi di laboratorio. Attraverso controlli regolari e approfonditi (cioè con un elevato numero di parametri) è possibile verificare che siano rispettati i requisiti perché l'acqua possa essere idonea al consumo umano o alla restituzione in ambiente. Il laboratorio rileva eventuali contaminazioni o anomalie chimiche e batteriologiche, permettendo interventi tempestivi per prevenire rischi per la salute pubblica, salvaguardare le risorse idriche e gli ecosistemi.
ETRA distribuisce ogni anno attraverso questa rete più di 35 milioni di m3 di acqua potabile a quasi 600 mila abitanti. «Si tratta di un’acqua di ottima qualità - afferma con orgoglio il presidente della multiutility Flavio Frasson - che non ha nulla da invidiare a marchi di fama nazionale. L’eccellenza della nostra risorsa idrica è attestata dal nostro laboratorio accreditato UNI EN ISO 17025. Tutto questo rappresenta una priorità assoluta per la nostra azienda e per tale ragione è anche uno dei compiti primari costantemente presidiati attraverso diversi strumenti e progetti. In tale prospettiva si inserisce la costruzione del nuovo edificio a Camposampiero, più grande e adeguato dell’attuale, che contiamo di poter inaugurare il prossimo anno». In questa ottica ETRA investe anche in ricerca e sviluppo e, infatti, sono numerose le collaborazioni che il laboratorio ha con università e centri di ricerca.
Nell’ultimo anno questo laboratorio ha realizzato circa 95 mila analisi sull’acqua potabile e sul comparto refluo, e quasi 150 mila analisi su parametri chimico - fisici e biologici su più di 16 mila campioni di acqua degli impianti di depurazione (controlli in ingresso, acqua trattata, intermedi di processo). Questa intensa attività di controllo e verifica è garantita da 18 tecnici specializzati che operano quotidianamente nel laboratorio di ETRA.
Oggi tutti i dati che certificano la qualità dell’acqua distribuita quotidianamente sul territorio sono a disposizione anche di ogni cittadino che può verificare in tempo reale, grazie al portale www.etraspa.it, lo “stato di salute” dell’acqua erogata in un preciso momento nella propria rete acquedotto. Oltre a questo si può anche verificare il costo effettivo del servizio idrico integrato.