Approfondimento Pfas

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NO PFAS: L’ACQUA DI ETRA È CONTROLLATA E SICURA

Nessuna connessione con le falde del bacino di Etra, ma resta attivo un monitoraggio costante grazie al Piano di sicurezza dell’acquedotto



Cittadella, 31 luglio 2018  -  Allarme PFAS ancora alto in una vasta parte del territorio veneto, che, però, non coinvolge le falde acquifere utilizzate da Etra per l’alimentazione dell’acquedotto: è stata infatti individuata come sorgente principale del fenomeno un’azienda situata in un’area il cui acquifero non ha connessioni idrologiche/idrauliche con le falde del bacino di Etra. Ma nonostante questo preoccupante fenomeno di inquinamento non coinvolga le fonti di approvvigionamento idrico di Etra, la Società prosegue nella sua operazione trasparenza: nell’ambito del Piano di Sicurezza Acquedotto ogni anno vengono controllati oltre 1500 campioni, alle fonti, all’uscita degli impianti di potabilizzazione, nei serbatoi di accumulo e lungo le reti di distribuzione. Inoltre sono in essere 8 monitoraggi straordinari per situazioni specifiche, tra cui quello dei PFAS. Tutte le analisi effettuate, anche le più recenti, confermano che l’acqua erogata da Etra rispetta tutti gli standard qualitativi previsti dalle vigenti normative (inclusa quella sui PFAS) sulle acque destinate al consumo umano. “Le informazioni tecniche generali sulla sicurezza dell’acqua erogata da Etra – spiega il Presidente del Consiglio di Gestione Andrea Levorato - sono sempre disponibili al pubblico sul nostro sito: è un’acqua ottima e potabile, le cui fonti di captazione sono sotto costante monitoraggio”. Il Piano di Sicurezza Acquedotto è sviluppato per l’intero sistema gestito (40 sorgenti, 250 serbatoi, 90 pozzi, 100 impianti di rilancio, 38 di disinfezione, 3 centrali di potabilizzazione). L’analisi del rischio viene operata su ogni fase della rete, dalla captazione all’accumulo, dalla potabilizzazione alla distribuzione capillare. Il piano prevede le azioni preventive, di controllo e di verifica attuate per garantire la qualità dell’acqua erogata. Il piano di monitoraggio analitico (43.000 parametri anno per il 2017) è parte del più ampio piano di sicurezza e rientra tra le azioni di verifica insieme ai controlli analitici e ispettivi da parte delle ULSS del territorio, verifiche ispettive e analisi dei dati a sistema (anche su segnalazioni degli utenti).

 

NO PFAS: L’ACQUA DI ETRA È CONTROLLATA E SICURA

Un convegno di alto profilo tecnico a Rossano Veneto per spiegare il funzionamento del Piano di sicurezza dell’acquedotto

Cittadella, 30 novembre 2017  -  Allarme PFAS ancora alto in una vasta parte del territorio veneto: su questo argomento si è tenuto a Rossano Veneto un nuovo appuntamento tecnico-informativo organizzato da Etra per i Comuni Soci. Nella sala conferenze di Villa Caffo Navarrini, dopo il saluto del Sindaco di Rossano Morena Martini, il Presidente di Etra Andrea Levorato ha spiegato che, nonostante questo preoccupante fenomeno di inquinamento non coinvolga le fonti di approvvigionamento idrico di Etra, la Società intende proseguire nella sua operazione trasparenza: “Siamo pronti – ha detto - a fornire tutte le rassicurazioni possibili, ma soprattutto le informazioni tecniche generali sulla sicurezza dell’acqua, ottima e potabile, che viene erogata a tutti i clienti”. Lorenzo Altissimo, già direttore del Centro Idrico di Novoledo, ha esposto dettagliatamente la contaminazione da PFAS che ha colpito un'area del territorio vicentino (non interessando Etra): i parametri, l’estensione dell’area interessata, le sostanze inquinanti e i pericoli. “Le falde del Veneto sono molto vulnerabili – ha raccontato Altissimo – e negli ultimi quarant’anni abbiamo registrato diversi casi di inquinamento: ma è anche vero che nel tempo si sono affinate le tecniche analitiche e sono aumentate le conoscenze in ambito sanitario, di conseguenza i parametri di tolleranza si sono sempre più ridotti”. “Il Piano di Sicurezza Acquedotto – ha spiegato Barbara Lovisetto, Responsabile del Laboratorio di analisi di Etra – è sviluppato per l’intero sistema gestito (40 sorgenti, 250 serbatoi, 90 pozzi, 100 impianti di rilancio, 38 di disinfezione, 3 centrali di potabilizzazione)”. Il gruppo di lavoro è composto da un team multidisciplinare, che riunisce in network diversi reparti, direzione, laboratorio, struttura ingegneristica e gestione Reti e Impianti. L’analisi del rischio viene operata su ogni fase della rete, dalla captazione all’accumulo, dalla potabilizzazione alla distribuzione capillare.  Il piano prevede le azioni preventive, di controllo e di verifica attuate per garantire la qualità dell’acqua erogata. Il piano di monitoraggio analitico (42.000 parametri anno per il 2016) è parte del più ampio piano di sicurezza e rientra tra le azioni di verifica insieme ai controlli analitici e ispettivi da parte delle ULSS del territorio, verifiche ispettive e analisi dei dati a sistema (anche su segnalazioni degli utenti). Ogni anno vengono controllati almeno 2000 campioni: alle fonti,  all’uscita degli impianti di potabilizzazione, nei serbatoi di accumulo e lungo le reti di distribuzione. Inoltre sono in essere 8 monitoraggi straordinari per situazioni specifiche, tra cui quello dei PFAS.

Per quanto concerne la massima attenzione al Servizio Idrico, il Presidente Levorato ha segnalato anche l’eccellente risultato registrato negli ultimi anni nel recupero perdite: ben 2 milioni e 100.000 metri cubi d’acqua recuperati nel corso del 2016, grazie ad un’innovativa tecnologia. Un’attività su cui sono state impiegate ingenti risorse, nell’ambito dei 108 milioni di euro di investimenti nell’Idrico previsti nel corso del triennio 2016-2018.                    

 

Pfas: nella rete di Etra la contaminazione è praticamente impossbile

Affrontato il tema nell’incontro tecnico-informativo organizzato da Etra a Rubano con gli amministratori del territorio.

Rubano, luglio 2016 - Controlli mirati e ripetuti, monitoraggi ordinari e straordinari. Una mole imponente di analisi garantisce la potabilità dell’acqua che Etra distribuisce nelle case degli oltre 600.000 abitanti di 73 Comuni. E con una “operazione trasparenza”, vertici e tecnici della società hanno incontrato oggi a Rubano gli amministratori dei Comuni Soci per spiegare dettagliatamente quante e quali siano le analisi svolte, dove si trovino i punti di prelievo, quali siano gli aspetti scientifici che danno supporto alle reiterate rassicurazioni diffuse da parte di Etra negli ultimi mesi. “Abbiamo fortemente voluto questo faccia a faccia con gli amministratori, per fornire loro tutte le informazioni possibili sulla qualità ed il livello di sicurezza della nostra acqua, garantito da 38.000 analisi all’anno” ha detto nell’introduzione il Presidente del Consiglio di Gestione di Etra, Andrea Levorato, aggiungendo che, paradossalmente “l’acqua di Etra è la stessa che si trova anche in bottiglia nei supermercati: la nostra costa enormemente di meno, è sottoposta a costanti controlli e arriva direttamente nelle case”.

A fornire un particolareggiato quadro della situazione Lorenzo Altissimo, già Direttore del Centro Idrico di Novoledo, uno dei massimi esperti di reti idriche in Veneto: “La contaminazione da PFAS nell’acqua di Etra è idraulicamente impossibile – ha spiegato – in quanto gli strati sotterranei contaminati sono lontani e isolati rispetto al bacino servito, e anche se l’inquinamento continuerà a muoversi in falda, non potrà comunque mai raggiungere i punti di prelievo di Etra”. Altissimo ha ripercorso le fasi dell’episodio di inquinamento da PFAS, partito dalla provincia di Vicenza, le cui conseguenze sono tuttora oggetto di studio, illustrandone con grande realismo le dimensioni e invitando tutti, società di gestione e amministratori, a non abbassare la guardia, sia nei sistemi di controllo, sia anche sul territorio, sorvegliando coloro che potrebbero causare altri casi di inquinamento: “Perché dobbiamo tenere ben presente che a provocare questi disastri è sempre uno sbagliato comportamento dell’uomo”.

Etra si è attrezzata fin dalle prime avvisaglie, nel 2013, per indagare l’eventuale presenza di PFAS nella propria rete, ma la analisi hanno sempre dato esito negativo, fino all’ultimo monitoraggio straordinario affidato per massima garanzia ad un laboratorio esterno, che, ha spiegato Walter Giacetti, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Etra, ha confermato quanto rilevato finora: nessuna contaminazione. Non solo in tutti i punti di prelievo di Etra (quindi nell’acqua distribuita dai rubinetti di casa), ma perfino nelle acque reflue, ovvero dopo la depurazione: tutti i campioni sono risultati entro i limiti di potabilità.

Risultati analisi PFAS - (58 KB - xls)