60 mila euro di montepremi per il concorso “Miglioriamo la raccolta differenziata nelle scuole”
Previsti 10 premi in denaro, dal Consiglio Brenta per i rifiuti e da ETRA, per gli istituti scolastici statali che ridurranno il rifiuto che finisce nella indifferenziata

Aumentare la raccolta differenziata. E’ l’imperativo categorico su cui stanno insistendo il Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti e la multiutility ETRA SpA Società benefit con lo scopo di incrementare il livello di differenziazione in tutto il territorio fin da subito e centrare l’obiettivo fissato dalla Regione del Veneto: raggiungere, entro il 2030, la percentuale dell’84% di raccolta differenziata.
Per centrarlo l’Assemblea dei Sindaci del Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti ha deciso di stanziare una cospicua somma per finanziare il concorso “Miglioriamo la raccolta differenziata nelle scuole” destinato agli istituti scolastici del territorio e per il quale è stato previsto un montepremi complessivo di 60 mila euro con cui saranno premiati 10 Istituti Comprensivi statali: sette premi per la maggiore riduzione del Secco residuo e il miglioramento della Raccolta Differenziata (primo premio da 13mila euro) e tre premi per la Migliore performance in termini assoluti ovvero chi produce minore Secco pro-capite (primo premio da 10mila euro).
La multiutility con la propria ETRA Academy svolge nelle scuole, da più di 30 anni, un'importante attività di educazione ambientale con il coinvolgimento, ogni anno, di più 30mila tra alunni e studenti di ogni ordine e grado. Si tratta di un’azione destinata a incidere sulle giovani generazioni e a contribuire a far crescere una sensibilità che, si spera, si dovrebbe tradurre anche in comportamenti virtuosi a favore dell'ambiente.
Ma le scuole possono fare di più. Da qui l’idea del concorso che nasce anche dalla constatazione che in alcuni istituti scolastici si registra una discrepanza tra la percentuale di raccolta differenziata realizzata in famiglia e quella che si ottiene all'interno dei plessi scolastici. Tale discrepanza si deve anche al fatto che alcuni istituti scolastici non hanno, al loro interno, sistemi ben organizzati per svolgere correttamente la separazione dei rifiuti e si passa, così, da Istituti in cui esistono progetti all’avanguardia ad altri in cui, invece, si differenzia poco.
Il concorso si rivolge innanzitutto al personale scolastico (dirigenti, insegnanti, personale di segreteria, personale ATA), in modo da coinvolgere l'intera comunità scolastica nel perseguire l'obiettivo fondamentale di fare bene la raccolta differenziata e ridurre la frazione di rifiuto secco indifferenziato.
«Quando un materiale finisce nell'indifferenziata - spiega Germano Racchella, presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti - viene sottratto a ogni possibilità di recupero, trasformandosi da potenziale risorsa in costo. Dobbiamo intervenire prima che finisca nel SECCO. Lo smaltimento in discarica e il termotrattamento sono le modalità di gestione più costose. La produzione e il conferimento al servizio di raccolta di meno rifiuti indifferenziati significa meno spese vive per la collettività, che si traducono poi anche in un impatto diretto sulle tasche dei cittadini e sulla tariffa».

Molti materiali che finiscono nell'indifferenziata contengono ancora valore e conferirli in modo corretto negli appositi contenitori consente di reimmetterli nel ciclo produttivo. «La riduzione del secco indifferenziato - sottolinea Flavio Frasson presidente di ETRA - è un pilastro dell'economia circolare: significa trasformare il rifiuto da un problema costoso a una risorsa, favorendo uno sviluppo sostenibile per l'ambiente come per il sistema economico.
Da qui l’idea del concorso “Miglioriamo la raccolta differenziata nelle scuole” rivolto agli Istituti Comprensivi Statali nei Comuni appartenenti al Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti che possono iscriversi con tutti i loro plessi (chi partecipa deve farlo con tutti i plessi delle Scuole Primarie e Secondarie di Primo grado) presenti nel territorio Bacino Brenta per i Rifiuti.
Le scuole riceveranno, nei prossimi giorni, una Pec da ETRA per invitarle a partecipare al concorso. Per concorrere gli Istituti comprensivi devono iscriversi entro le ore 24 del 30 Ottobre 2026 inviando la richiesta di adesione tramite pec dall’indirizzo istituzionale dell’Istituto a protocollo@pec.etraspa.it e p.c. progettoscuole@etraspa.it. Solo al ricevimento della mail di conferma, l’Istituto potrà considerarsi iscritto. La sfida consisterà nel ridurre il più possibile il Secco residuo, differenziando meglio i rifiuti riciclabili e restituendo a ETRA il maggior numero possibile di contenitori del Secco residuo.
Nelle scuole aderenti ETRA svolgerà incontri formativi obbligatori rivolti al personale scolastico. E’ previsto un incontro per Istituto comprensivo della durata di circa un’ora con frequenza obbligatoria di almeno un rappresentante del personale docente ed uno del personale ATA per ogni plesso, pena l’esclusione dal concorso.
Una volta ricevuta l’iscrizione, ETRA procederà poi a una verifica ed al conteggio dei contenitori utilizzati per il conferimento dei rifiuti al servizio di raccolta presenti per ciascun plesso. Entro il 31 marzo 2027 le scuole si attiveranno per ridurre la propria produzione di Secco Residuo, adottando strategie di miglioramento della raccolta differenziata e di riduzione della produzione totale di rifiuti, restituendo i contenitori ritenuti in eccesso.
Dalla data di restituzione e fino al 15 maggio 2027 ETRA effettuerà sopralluoghi periodici a sorpresa nelle scuole coinvolte verificando il rispetto del bando e la correttezza della raccolta differenziata nei contenitori interni ed esterni alla scuola e loro modalità di utilizzo. Le difformità rilevate comporteranno la perdita di punteggio. Per fine maggio 2027 è prevista l’analisi dei risultati e proclamazione dei vincitori.
Le scuole aderenti non potranno richiedere nuovi contenitori per il Secco residuo post partecipazione al concorso nei successivi 365 giorni nel rispetto del principio “il concorso finisce ma l’impegno rimane”.