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Come ridurre lo spreco alimentare in 10 mosse

spreco alimentare cos'è e come ridurlo in pochi step

Lo spreco alimentare è un problema dei Paesi caratterizzati da benessere e iperconsumismo.

È un fenomeno globale, scatenato da cause diverse che coinvolgono tutta la filiera alimentare, dalla produzione al consumo.

Le conseguenze dello spreco alimentare, food waste in inglese, sono molteplici e riguardano società, economia e ambiente. Per arginarlo, sono fondamentali sia azioni massive che individuali.

Continua a leggere e capirai:

  • che cos'è lo spreco alimentare e da cosa è causato;
  • a cosa porta nel tempo lo spreco alimentare;
  • perché è importante ridurlo;
  • come diminuire lo spreco di cibo in 10 semplici passi.

 

Spreco alimentare: definizione e cause

Con spreco alimentare in breve s’intende l’insieme di prodotti agroalimentari che per ragioni economiche, estetiche o la vicinanza della data di scadenza, vengono eliminati o smaltiti. Si tratta di cibo ancora commestibile, quindi, che viene gettato anziché esser consumato.

spreco alimentare foto spazzaturaQuali sono le cause del food waste?
  • produzione e distribuzione degli alimenti non efficaci, con perdite considerevoli durante trasporto e stoccaggio; 
  • elevate aspettative estetiche dei consumatori. Ci si aspetta, cioè, che il cibo sia sempre bello e perfetto;
  • pratiche commerciali aggressive (grandi quantità di cibo a basso costo); 
  • mal gestione delle scorte;
  • eccesso d’acquisti.

Le persone spesso non sono consapevoli della quantità di cibo che viene persa o sprecata individualmente o globalmente. E questo fatto, purtroppo, non aiuta a risolvere il problema. 

Secondo la Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), circa un terzo degli alimenti prodotti nel mondo viene perso o sprecato in una qualche fase della filiera alimentare.

L’UNEP (United Nations Environment Programme), all’interno del Food Waste Index Report 2021, specifica anche dove si spreca di più il cibo: al primo posto ci sono le famiglie (il 61% di rifiuti alimentari proviene da scarti domestici), segue la ristorazione (26%) e, infine, la vendita al dettaglio (13%), per un totale di circa 931 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari.

E l’Italia? Secondo l’indagine di Waste Watcher, in Italia ogni persona butta mediamente 27 kg annui di cibo. Ciò corrisponde a un totale di circa 6,5 miliardi di euro. Quali sono i cibi che vengono maggiormente sprecati nel “bel Paese”? Nella top 5 rientrano frutta fresca, pane, insalata, verdure, aglio e cipolle.

classifica spreco alimentare domestico

Fonte: sito di Spreco Zero, presentazione Waste Watcher 2023.

 

Perché bisogna ridurre lo spreco di cibo

Limitare lo sperpero di alimenti è doveroso per evitare l’aggravarsi di problematiche ambientali importanti quali:

  • incremento delle emissioni di gas serra (il cibo sprecato rappresenta circa il 10% delle emissioni globali del gas serra), cosa che incide sui cambiamenti climatici;
  • spreco di risorse naturali impiegate nella produzione alimentare (acqua, terra, energia).

Ciò senza tralasciare conseguenze economiche, come lo spreco di denaro, sociali, dato che il cibo sprecato potrebbe essere utilizzato per soddisfare le esigenze alimentari di coloro che soffrono la fame, ed etiche come il diffondersi di comportamenti diseducativi per le nuove generazioni.

Il tema è talmente importante e diffuso da essere stata istituita, il 5 febbraio 2015, la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare e, il 29 settembre 2020, la Giornata Mondiale della Consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari.

 

Come combattere lo spreco alimentare in 10 step

Ora che hai capito quali sono le conseguenze dello spreco alimentare probabilmente vorrai sapere cosa si può fare per ridurlo.

L’adozione di misure globali rappresenta sicuramente il punto di partenza per dire “no allo spreco alimentare”. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il piano d'azione globale adottato per affrontare sfide mondiali tra cui fame, povertà e sostenibilità, ne è l’esempio più importante. Al suo interno sono riportati, infatti, gli obiettivi di sviluppo sostenibile che mirano a ridurre del 50% lo spreco alimentare nel mondo entro il 2030.

Per aiutare le aziende produttrici e i distributori a essere più virtuosi, negli ultimi anni si sono diffuse anche molte app sullo spreco alimentare, capaci di connettere domanda e offerta di alimenti in eccedenza o prossimi alla scadenza secondo le logiche della minima distanza e dell’economia circolare. 

misure antispreco alimentiDato, però, che la maggior parte dello spreco alimentare avviene in ambito domestico, molte soluzioni possono essere adottate proprio tra le mura di casa. Cosa fare per ridurre gli sprechi in casa? Bisogna cercare di acquistare e consumare responsabilmente gli alimenti, adottando semplici accortezze. 

Ecco allora 10 misure antispreco che ognuno può attuare:

  1. prima di fare la spesa, controlla quello che serve davvero. Potrebbe esserti utile scrivere una lista della spesa basata su un menù settimanale;
  2. prediligi l’acquisto di prodotti freschi e di stagione o scegli prodotti a lunga conservazione;
  3. compra alimenti in piccoli formati o adeguati all’effettiva numerosità della famiglia;
  4. organizza frigorifero, freezer e dispensa in base alla scadenza dei prodotti. Controlla periodicamente se qualcosa si sta deteriorando o sta andando in scadenza; in tal caso spostala davanti e consumala quanto prima;
  5. se al ristorante non riesci a finire il piatto, chiedi di poter portare a casa gli avanzi di cibo con una “doggy bag”;
  6. mangia tutto, avanzi inclusi. Eventualmente utilizza i resti degli alimenti per realizzare ricette del riuso;
  7. limita la quantità di cibo a quella effettivamente necessaria prima di cucinarlo;
  8. conserva adeguatamente gli avanzi (ad esempio, mettili in contenitori ermetici e congelali);
  9. fai attenzione a quanto riportato nell’etichetta: la dicitura “consumare preferibilmente entro il…” non significa che il giorno dopo la scadenza l’alimento sia sempre da buttare, soprattutto se conservato adeguatamente;
  10. prima di buttare un alimento annusalo e guardalo; se l’aspetto è buono assaggialo e poi decidi se cestinarlo o meno.

 

Le proposte antispreco di Etra Academy

Sensibilizzare sulle conseguenze dello spreco alimentare è il primo passo per acquisire consapevolezza in merito all’entità del problema e promuovere scelte responsabili. 

più cibo meno spreco alimentareÈ con questo obiettivo che il team di Etra Academy, la branca di Etra che si occupa di divulgazione scientifica nelle scuole, ha inserito all’interno del Progetto Scuole i moduli “+ cibo - spreco” per le Scuole Primarie e “Chef antispreco” per le Scuole Secondarie di I grado.

Come spiegare lo spreco alimentare ai bambini e ragazzi? Attraverso moduli, della durata di 2-3 ore, che trattano il problema, le sue implicazioni a livello ambientale e le azioni che si possono adottare per ridurlo. Si dividono in due parti:

  • una teorica in cui gli studenti apprendono come le loro scelte alimentari possono influire sulla loro impronta ecologica (ovvero quanti ettari di pascoli, terreni coltivabili, foreste e aree marine sono necessari per ripristinare le risorse consumate ed eliminare i rifiuti) e i comportamenti virtuosi per ridurre gli sprechi alimentari;
  • una pratica, diversa a seconda del grado scolastico. Gli alunni della Scuola Primaria devono creare un cartellone da appendere in uno spazio comune (possibilmente vicino all’area adibita a mensa) per sensibilizzare gli altri studenti sullo sperpero di cibo che avviene a scuola e a casa. Gli studenti della Scuola Secondaria, invece, devono ideare un menù antispreco e sostenibile, con tanto di calcolo delle risorse da utilizzare per realizzarlo.

Si tratta, quindi, di strumenti educativi che mirano alla valorizzazione del cibo e all’acquisizione di consapevolezza riguardo alla sua provenienza e alla filiera produttiva, al fine di evitarne lo spreco e contribuire a un mondo più sostenibile ed equo.